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Stare sulla testa, poi su due piedi ed infine su uno

Blog

Questo blog è un esperimento per soddisfare il mio appetito di scrittura e potermi nel tempo ri-legge col fine di ottenere delle risposte alle famose domande:

Chi? Cosa? Dove? Quando?

Stare sulla testa, poi su due piedi ed infine su uno

Elettra Ministeri

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
(…)
Sempre devi avere in mente Itaca
raggiungerla sia il pensiero costante

Quello che stai per leggere non è un saggio accademico, né un testo di yoga, è una riflessione personale che ho scelto di condividere con te.

“Come imparare a stare sulla testa, poi su due piedi ed infine su uno”

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Sapevi che nel momento che il bambino comincia a sollevare la testa sta compiendo i suoi primi tentativi di camminare?

Questa piccola ed apparente banale scoperta, mi ha fatto notare come man mano che cresciamo usiamo sempre meno la testa e più i piedi, finendo per correre una spericolata gara contro il tempo.
Dove sto andando?
Per quale motivo sto correndo?
E per chi lo sto facendo?

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“La cosa più difficile della vita è definire un cammino per noi stessi”

Correre come camminare è bello, ci fa sentire vigorosi e pieni di energie. Per evitare però uno spreco di fiato è necessario stabilire una direzione.
Scegliendo di paragonare la vita ad un viaggio, la direzione verso cui ci dirigiamo equivarrebbe agli obiettivi da raggiungere.
Gli obiettivi sono necessari nella nostra vita, sia per orientarsi che per trarre personali soddisfazioni dal viaggio.

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Il successo

si misura dai traguardi raggiunti, senza traguardi
non ci sono successi.

 

Gli obiettivi che soddisfano solamente i bisogni di natura materiale come casa, macchina o telefonino nuovo,... danno soddisfazioni brevi che vengono presto dimenticate.
Gli obiettivi di natura personale che conducono alla crescita interiore, danno voce ai diversi aspetti della personalità che porterai con te per tutta la durata del viaggio.

Affinché i traguardi possano essere raggiunti, è importante non solo l’impegno ma prima di tutto avere consapevolezza delle proprie potenzialità, dei punti di forza su cui investire.
Uno dei modi migliori per conoscersi è quello di esplorare e coltivare le proprie qualità attraverso la pratica, trovarsi a diretto contatto con l’esperienza, quella per cui se si sbaglia si paga sulla propria pelle.

Scegliere è una responsabilità. 
Tante persone schiacciate da questo peso ed in balia dell’indecisione e della paura di sbagliare, affidano ad altri il compito di scegliere. Alcuni si rifanno ai genitori, chi al sistema e chi al caso.
Ma ti dico una cosa: non prendere nessuna scelta è comunque una scelta.

Ogni decisione che hai preso o prenderai, genererà delle conseguenze, è come una legge fisico-matematica da cui non puoi sfuggire.
E’ concesso tornare indietro?
No.
Ogni scelta è un rischio ma anche una rinuncia a qualcosa (o a qualcuno).
Questa verità deve farti riflettere sul grande potere che le decisioni hanno sulla vita tua e degli altri.

Stare su un piede

Nella vita hai imparato a controllare la testa, a muovere i piedi e camminare. 

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Adesso

devi imparare a stare su un piede in equilibrio con la tua testa.

Mantenere l'equilibrio è un esercizio costante. 
Stabilire il giusto compromesso tra chi sei e le capacità di adattarti all'ambiente, può essere di aiuto. 
Nello stesso momento, ricorda che anche l'ambiente dovrà cambiare e sarà compito tuo farlo arricchendolo con le tue qualità che sono uniche e preziose.

Qual’è la ricompensa di questa fatica?
E’ facile, la ricompensa l’abbiamo ogni giorno sotto gli occhi: è il cammino.
E’ la vita.

(...)

Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?
(Costantinos Kavafis)